Femminile Palestinese porta alla libreria Feltrinelli di Salerno il libro di Ghassan Kanafani “Uomini sotto il sole”.

Il romanzo è stato recentemente ristampato da Edizioni Lavoro a cura di Isabella Camera D’Afflitto, docente di Letteratura araba moderna all’Università La Sapienza di Roma, che ne ha aggiornato la traduzione.

Gli ospiti

A presentare la ristampa dell’opera anzitutto la sua curatrice, Isabella Camera D’Afflitto. che ne ha discusso assieme a:

  • Antonio Bottiglieri – Presidente SCABEC
  • Erminia Pellecchia – Giornalista, “Il Mattino”
  • Maria Rosaria Greco – Curatrice della Rassegna
  • Attilio Bonadies legge per noi alcuni brani di Ghassan Kanafani

Il libro

“Uomini sotto il sole” arriva in Italia nel 1984, grazie alla traduzione della Camera d’Afflitto. Appare subito un romanzo rivoluzionario: per la prima volta in Italia si parla non solo di letteratura araba, ma di letteratura palestinese, e soprattutto si inizia a parlare della tragedia palestinese. L’opera di Kanafani si impone anche per il suo valore letterario.

Oggi rimanda a un tema drammaticamente attuale: il viaggio dei migranti clandestini, con le storie di donne e uomini che fuggono da terre di dolore, di persecuzione, di mancanza di libertà, di povertà.

E’ la storia di tre palestinesi, due giovani e un uomo più anziano, che cercano di fuggire dai campi profughi della Cisgiordania, nati dopo la perdita della Palestina nel 1948, per arrivare in Kuwait attraverso il deserto iracheno. I tre “uomini sotto il sole”, Abu Qais, Asad e Marwàn, sono tre clandestini che devono nascondersi in una cisterna vuota prima di ogni controllo di dogana per restarvi solo pochi minuti, sette minuti al massimo. Ma “uomini sotto il sole” sono tutti gli esseri umani disperati che, sotto il sole, cioè sotto gli occhi di tutti, affrontano la morte nel tentativo di approdare sulle nostre coste, nella totale indifferenza del mondo. Infine “uomini sotto il sole” sono il popolo palestinese destinato a morire asfissiato sotto il sole del deserto, cioè sotto quella occupazione che saccheggia togliendo diritti umani e civili.
Questo breve romanzo fa del giovane Kanafani il modello intellettuale di tutta una generazione, considerato dalla critica araba e occidentale uno dei massimi scrittori arabi contemporanei.
“Perché non avete bussato alle pareti della cisterna? Perché?” Kanafani chiude con questa domanda struggente il romanzo. Perchè i tre, chiusi nella cisterna, sotto il sole, non hanno chiesto aiuto? Al lettore la risposta.

Kanafani

Lo scrittore viene assassinato nel 1972, a Beirut, con un ordigno esplosivo, insieme alla nipote sedicenne Lamis. L’opinione più diffusa sostiene che si sia trattato di una ritorsione del Mossad contro un attentato terroristico in Israele, attribuito al FPLP, di cui Kanafani era portavoce.

Presentazione del libro di Chiara Cruciati e Michele Giorgio, 50 anni dopo 1967-2017. I territori palestinesi occupati e il fallimento della soluzione a due Stati. Edizioni Alegre, 2017. Il saggio rappresenta un momento fondamentale per capire la Palestina oggi, a cinquant’anni dalla guerra dei sei giorni, perché coniuga l’analisi giornalistica alla ricostruzione storica in un estremo atto di denuncia. Un grido d’allarme: la Palestina è scomparsa dalle cronache, ma il popolo palestinese esiste ancora.

Con i due giornalisti dialoga la curatrice Maria Rosaria Greco.

Presentazione del libro di Egidia Beretta Arrigoni, Il viaggio di Vittorio, Dalai Editore. La madre di Vittorio Arrigoni racconta la breve vita e il forte impegno a tutela dei diritti umani e civili del figlio ucciso a Gaza nella notte dal 14 al 15 aprile 2011. Insieme a Egidia Beretta dialoga il giornalista Davide Speranza.

L’incontro è il primo di una breve anteprima di inizio estate della rassegna.